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Ogni dojo o luogo di pratica ha un lato che viene considerato il più importante dai praticanti. Il primo ideogramma sho significa proprio, corretto, mentre men significa lato, facciata. Per questo shomen nel dojo significa il lato più importante. Lo shomen orienta il dojo nello spazio fisico, è il lato che dà una identità al luogo di pratica. Nei dojo sullo shomen vengono messi oggetti come ritratti di maestri del passato, fondatori di scuola e altri oggetti intesi a dare un volto alla scuola. I maestri solitamente si orientano, come pure i giudici di gara, verso lo shomen. Gli studenti si inchineranno all'inizio ed alla fine della loro pratica verso lo shomen. Questo gesto riunisce tutte le forme di rispetto verso la scuola, la sua storia, i suoi appartenenti. L'inchino nel karate non è una forma di venerazione ma un preciso segno di rispetto. Nulla vieta di avere religioni diverse ed inchinarsi comunque tra studenti o verso lo shomen in un dojo. L'inchino non è una forma di inferiorità e non ci si dovrebbe sentire offesi o umiliati da questo aspetto appartenente ad una etichetta giapponese. Va anche detto che quando ci si inchina verso lo shomen lo si fa tutti, sensei compresi. Sarebbe una forma di arroganza considerarsi al di sopra delle tradizioni quando queste vengono seguite anche dal proprio insegnante. Che uno sia o no giapponese, che abbia cultura diversa e tradizioni diverse non importa, una volta nel dojo bisognerebbe mostrare di aderire alle regole del karate e alle sue tradizioni e rispettare sempre dojo,shomen, sensei e compagni. |
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