Il Karate è la più giovane delle discipline della Federazione, in quanto entrato a far parte del suo ambito solamente nel 1995. Un'operazione che ne ha soltanto ufficializzato l'ingresso, perchè il Karate è rimasto nell'orbita della FILPJK (ora FIJLKAM) per svariati anni, in qualità di Disciplina Associata. Il Karate è una delle più antiche e nobili arti marziali orientali, nata e sviluppatasi in Giappone, da dove si è poi diffusa in tutto il mondo, sulla scia di diverse Scuole che sono sorte ad opera di diversi Maestri e dei differenti stili che le caratterizzano e la cui varietà costituisce, tutt'oggi, uno degli aspetti tipici di questa disciplina. Tutto ciò ha contribuito a rendere grandi le tradizioni del Karate ed a circondare di un alone di leggenda e miticità i vari Capiscuola che hanno contribuito a costruirle, facendone la storia ed esportandone i principi fondamentali in ogni continente, fino alla sua consacrazione e sport universale. Il Karate è una disciplina che si pratica senza armi, a mani nude. Impone una particolare cura nella preparazione del fisico e, attraverso un esercizio continuo e ripetitivo delle varie tecniche, educa il carattere del praticante, abituandolo in tal modo a dominare le reazioni istintive che si determinano nell'ambito dell'emotività umana. Tale aspetto fondamentale ne fa uno sport completo, di impegno fisico perfettamnte simmetrico, in quanto prevede ed impone l'intervento e l'utilizzo di tutto il corpo per compiere le azioni sia di difesa che di attacco. Unica, essenziale, imprescindibile condizione: non si devono mai affondare i colpi sull'avversario, ma soltanto "mimare" il gesto tecnico nelle sue componenti di velocità di esecuzione e precisione, e tale condizionamento sottopone il Karateka ad un esercizio di continuo autocontrollo che si riflette positivamente nella vita di tutti i giorni. Anche per questi motivi, non ci sono controindicazioni nella pratica del Karate, che è, pertanto, aperto e consigliato a tutti, uomini e donne, giovani, adulti ed anche anziani, per le positive ripercussioni sotto l'aspetto dell'acquisizione ed il mantenimento dell'efficienza fisica e di quella mentale. Infatti, l'impegno aerobico-anaerobico alternato, con fasi di lavoro prevalentemente sottomassimali, con solo alcune punte a livello massimale, offre la possibilità di dosare agevolmente gli sforzi secondo i diversi parametri individuali, come età, sesso, condizione fisica, capacità tecniche. Se vi si aggiunge che offre la possibilità di stemperare e controllare le istintive aggressività e che induce al più totale rispetto dell'avversario, si comprende il successo crescente di questa disciplina, che viene sempre più considerata "sport per tutti". Il Karate italiano è, da anni, in campo agonistico, ai massimi vertici mondiali, con successi conseguiti nelle più importanti e prestigiose competizioni. Tutti i più grandi avvenimenti hanno visto Karateka azzurri salire sui gradini del podio, segno di una scuola e di una tradizione vincenti che non accennano a venire meno.
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